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  • Una storia produttiva lunga oltre un secolo

    Una storia produttiva lunga oltre un secolo

    I Vini Veglio La Morra nascono dopo un lungo processo di lavorazione che conserva ancora il sapore della tradizionale produzione del vino.
    Sono etichette di prestigio, appartenenti alle note famiglie dei Dolcetti, dei Barbera, dei Fresia e dei Barolo, cui la terra conferisce struttura e aromi intensi ed inconfondibili.
    E sono anche testimoni di una tradizione della coltivazione e produzione del vino che dura da un secolo, e che si è tramandata in eredità agli attuali gestori Veglio con particolare riferimento all’attenzione per la naturalezza e la genuinità dei prodotti offerti.
    Il primo nucleo di quella che è oggi l’azienda di produzione dei Vini Veglio La Morra nasce infatti nel 1886, oltre cento anni or sono.

    In questo lontano anno il capostipite della famiglia, nonno Francesco, riesce a coronare i desideri da sempre nutriti di acquisire un proprio podere per ognuno dei suoi tre figli maschi. Il suo sogno è quello di consentire alla famiglia di provvedere autonomamente a se stessa, con il lavoro e l’impegno, coltivando la terra che circonda la cittadina piemontese. La sua scelta ricade sulla cascina, oggi cantina, che un tempo apparteneva alla famiglia Gancia.

    La proprietà sarebbe in seguito passata da Francesco ad Angelo, suo figlio, ufficialmente nel 1904. Angelo, tuttavia, aveva già cominciato a gestirla ben prima, coadiuvato dalla moglie Maria. Nel frattempo, la tenuta era stata notevolmente ampliata con l’introduzione di diverse varietà da coltivare.
    La storia di Angelo, come quella di suo padre, è una storia di iniziativa: grazie al sostegno di Maria, sua fedele compagna, Angelo avrebbe inaugurato anche una seconda attività importantissima per il sostentamento della famiglia: la messa in bottiglia del vino.

    È un momento importante nella crescita di quella che è l’odierna azienda vitivinicola. L’ampliamento dei terreni coltivati a vigneti consentì infatti all’azienda agricola di raggiungere la capacità produttiva necessaria per dedicarsi alla torchiatura e imbottigliamento. E l’intuizione di Angelo e Maria sarebbe stata premiata con la commercializzazione, nel lontano 1906, della prima bottiglia dei Vini Veglio a La Morra

  • Dal passato al presente dell’aziendaDal passato al presente dell’azienda

    Dal passato al presente dell’azienda

    Iniziano così anni ridenti per la famiglia. Nel 1933, Angelo ed Arturo, suo figlio, presenteranno il frutto del loro lavoro, un Barolo 1932 alla mostra campionaria di La Morra, raccogliendo la prima medaglia d’oro della storia della famiglia, un primo riconoscimento che non sarebbe rimasto l’unico. Di qualche anno dopo è il passaggio ufficiale di consegne dal padre Angelo al figlio Arturo, giovane Veglio. La tragedia della Seconda Grande Guerra avrebbe eclissato l’ombra del successo: chiamato alle armi, Arturo avrebbe dovuto lasciare l’azienda nelle mani della giovane moglie, Teresa, con un bimbo appena nato. Saranno loro a guidare l’azienda con costanza per tutto il periodo del conflitto, sino al ritorno del padre. Arturo riuscirà infatti a tornare solo al termine della guerra, nel 1946.


    Dal 1965, la conduzione dell’azienda vitivinicola sarà affidata permanentemente all’ormai adulto Angelo e alla sua consorte Rosanna, che la gestiranno con fermezza e rinnovata attenzione per il cliente finale. Comincia così una nuova era produttiva, in cui innovazione e tradizione si fondono dando origine a vini decisi, complessi, intensi, come i Dolcetti, i Barbera, i Freisa e i Baroli. Contemporaneamente, la produzione d’uva continuerà ad andare avanti, venendo ampliata e migliorata sotto i profili della resa e delle tecniche di coltivazione.


    Segue un periodo di ulteriori riconoscimenti per la cantina. Il Barbera dei Vini Veglio a La Morra nel 1985 vinse il premio come miglior vino dell’accademia del Barbera, mentre il Barolo faticava ad affermarsi sul mercato estero. Intorno agli anni 80 che Angelo coadiuvato dal figlio Franco (1964) e dalla moglie Maria Grazia riesce ad aumentare notevolmente la produzione grazie a numerosi investimenti, mantenendo tuttavia la qualità di sempre e il legame con la tradizione. Nel 1995 il lavoro della famiglia Veglio ottiene un altro riconoscimento ufficiale con l’assegnazione della medaglia di bronzo all’ International Wine Challenge in Inghilterra presentando il Barolo 1990. Dagli anni 90 ad oggi la cantina è stata ristrutturata ed ampliata per ben quattro volte grazie all’aumento dell’esportazione. Anche nei vigneti sono state ripristinate vecchie pratiche agronomiche come l’inerbimento tra i filari e la quasi assenza di lavorazioni al terreno che permettono di limitare al minimo le concimazioni chimiche e l’uso di prodotti fitosanitari rendendo così l’uva il più naturale possibile. Anche in cantina l’uso di prodotti chimici e limitatissimo in modo da poter offrire a qualsiasi persona la possibilità di poter apprezzare i nostri vini.


    La prima bottiglia dei Vini Veglio a La Morra